#TOURIT UMBRIA

Con le domande di Babele e le risposte del presidente Avelio Burini diamo voce all'Umbria e all'Associazione Strade del Vino e dell'Olio dell'Umbria

16 Marzo 2015 - Scoprire l’Italia pian piano, con gli  #itdays!
Con #tourit Babele disegna la strada insieme agli attori del territorio svelando l’anima e le animazioni delle regioni d’Italia.
 
Prosegue il viaggio di conoscenza che porta i turisti a scegliere un tour e i luoghi d’elezione: con le domande di Babele e le risposte del presidente Avelio Burini diamo voce all’Umbria e all’Associazione Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria.
 
Vogliamo partecipare l’Italia e i suoi molteplici paesaggi. L’Italia non è mai stata così vicina con #touritUmbria!
 
Iniziamo presentando l’associazione Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria al pubblico di Babele. Volete raccontarci qual è la vostra storia?
Assaporando i prodotti tipici e attraversando le sinuose colline umbre ammantate di oliveti e di vigneti, ci si rende conto dell’immensa ricchezza di questa regione favorita dalla mitezza del clima e dalla morfologia dei terreni.All’interno della Regione, si snodano i percorsi di 4 Strade del Vino (Strada dei Vini del Cantico, Strada dei Vini Etrusco Romana, Strada del Sagrantino e Strada del Vino Colli del Trasimeno) e della Strada dell’Olio Extravergine d’Oliva Dop “Umbria”. Territori che legano alla realtà vitivinicola e olivicola dell’Umbria, l’identità storica, culturale, ambientale, economica e sociale dei borghi antichi, delle città d’arte, dei castelli, delle chiese, delle abbazie e di tutte le ricchezze storico/artistiche che caratterizzano l’Umbria.
Nel 2008 si sono associate, costituendo un’identità unica, con la finalità di svolgere una promozione integrata e congiunta dell’Umbria enogastronomica.
 

In cinque righe, ci descrivete il vostro ruolo nel turismo della Regione?

A riconoscimento del valore portato negli ultimi anni dalle Strade Umbre, sottolineiamo come dalla loro nascita ad oggi il numero dei soci è cresciuto circa del 120%. Sono l’esempio di come il concorso tra pubblico e privato possa dare ottimi risultati. Al di là delle difficoltà economiche del momento, il loro successo è determinato dalla capacità di continuare ad assumere la prospettiva del cliente e creare, comunicare e consegnare valore tramite un portafoglio di offerte economiche a forte contenuto esperenziale e capacità di coinvolgimento dei turisti.
 
Perché avete scelto proprio la formula dell’associazione?
La scelta è stata fatta in ottemperanza alla L.R. 38/99 delle Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria che stabilisce che le Strade devono costituirsi sotto forma di Associazioni. L’Associazione Regionale ha mantenuto la stessa formula.
 
L’Umbria attraverso i vostri occhi, cosa secondo voi la rende unica e indimenticabile?
Incastonata come una pietra nel cuore verde dell’Italia, l’Umbria è il luogo ideale per chi ama stare a contatto con la natura, scoprire boschi, castelli, santuari. Affascinante il percorso in luoghi senza tempo: quello della fede e della spiritualità che vede come testimoni i figli più illustri di questa terra, San Francesco d’Assisi, Santa Chiara, San Benedetto da Norcia. La via Francigena di San Francesco da percorrere a piedi, ci mette in contatto con paesaggi sconfinati in una dimensione intimistica, da un lato, e di convivialità con gli altri pellegrini, dall’altro. E per finire…le Strade del vino che appagano i cinque sensi attraverso un itinerario fatto di natura, sapori e memoria di un tempo passato. Oltre alla degustazione dei vini, vivono in questi centri, tradizioni enogastronomiche ed artigianali, botteghe artigiane della ceramica, del vetro, del legno tipica espressione di una cultura tradizionale di origini antiche. Anche l’andar per frantoi è legato alla cultura dell’olio, un fiore all’occhiello di tutte le aziende, consorzi oleifici che hanno permesso di ottenere l’olio DOP Umbria.
 
Il turismo di oggi in Umbria e, più precisamente, nella provincia di Perugia. Qual è la fotografia della realtà esistente che scattate?
Noi siamo una delle più accreditate associazioni di promozione turistica dell’Umbria enogastronomica. La maggior parte delle attività di promozione per gli “enoamatori” in Umbria ed in particolare nella Provincia di Perugia sono affidate alla nostra Associazione dagli stessi Enti Pubblici (Regione Umbria e/o da altri enti locali). I turisti nella provincia di Perugia sono alla ricerca sia di proposte legate ai grandi eventi che si svolgono a Perugia (Eurochocolate, Umbria Jazz, Festival del Giornalismo, etc.) o nella provincia di Perugia (Infiorate di Spello, Vini nel Mondo o Festival dei due Mondi di Spoleto, Calendimaggio ad Assisi, Ceri di Gubbio, etc.) o nella regione (es. Cantine Aperte e Frantoi Aperti). Ma non solo. Cercano anche l’accessibilità e la fruizione di un territorio in maniera dinamica e sportiva (es. sport estremi in Valnerina, tour a cavallo, in bici o mountan bike, pesca sportiva nel Lago Trasimeno che è il maggiore Lago dell’Italia centrale) o esperienze legate al connubio tra arte ed enogastronomia. Il turismo nella provincia di Perugia e comunque in tutta la Regione, è diventato un turismo di nicchia, più raffinato, alla ricerca di itinerari insoliti che le Strade del Vino e dell’Olio, di concerto con gli imprenditori associati che si sono sempre più qualificati, sono in grado di offrire.

Quali sono, secondo voi, i punti di forza e le criticità di Perugia come destinazione turistica?
Punti di Forza: autenticità, buon mangiare e buon bere, tanta tanta natura suggestiva ed ancora incontaminata che ci rende il “cuore verde d’Italia”, un paesaggio collinare ricco di viti ed olivi, Città d’Arte e Borghi suggestivi che la rendono meta ideale anche nei periodi di bassa stagione!
Punti di debolezza: pochi fondi a disposizione per la promozione turistica da parte della Regione, un complicato collegamento alle altre Regioni attraverso i mezzi pubblici (autobus, treno, etc.), insufficiente sfruttamento dell’Aeroporto di Perugia per spostamenti in Italia e all’estero e quindi presenza di pochi voli.
 
Come si relaziona il territorio con il turismo internazionale?
Grazie a Città d’Arte come Perugia, Assisi, Todi, Spello, Spoleto, Gubbio, etc. il turismo internazionale è molto sviluppato e rappresenta una % significativa nelle presenze in Umbria. Per questo dobbiamo anche ringraziare gli imprenditori del territorio che si sono perfezionati utilizzando diverse attività di marketing (anche attraverso i nuovi e moderni strumenti di comunicazione: App, Web 2.0, Social Network, etc.) e con la conoscenza almeno della lingua inglese (la maggior parte comunque parla anche una seconda lingua). Si sono raffinati nelle “tecniche dell’accoglienza” anche con il supporto di corsi di formazione. Possiamo ritenerci soddisfatti in questo contesto.
 
Guardiamo al domani, quali gli interventi prioritari per migliorare il turismo nel territorio?
Un maggiore sviluppo dell’Aeroporto tramite accordi con compagnie aeree low-cost con mete interessanti dal punto di vista turistico sia da che per l’Umbria. Collegamenti più efficienti attraverso il treno, l’Umbria sembra tagliata fuori e non ha il servizio delle “Frecce Rosse”. Maggiori investimenti da parte della Regione Umbria in campo turistico, anche attraverso passaggi televisivi di personaggi di spettacolo di spicco, su esempio della vicina Regione Marche che si sta muovendo tantissimo in tal senso ed ha avuto grossi risultati con le passate campagne pubblicitarie (es. Dustin Hoffman).
 
Secondo la vostra esperienza, quanto sono importanti l’enogastronomia e le produzioni tipiche per il turismo dell’Umbria e della stessa Italia?
La valorizzazione e la promozione della qualità dei prodotti tipici e dell’enogastronomia è al centro dell’attenzione non solo dagli operatori economici ma anche dagli amministratori pubblici, i quali li individuano come un elemento centrale di una strategia complessiva di sviluppo locale che prevede anche la salvaguardia culturale delle tradizioni produttive.
La capacità di valorizzare i prodotti tipici locali rappresenta un elemento decisivo anche per lo sviluppo dell’ambiente e del territorio, la conservazione della cultura e delle tradizioni rurali, con una proliferazione delle iniziative volte ad affiancare alla produzione agricola quella dei servizi (turistici, ricreativi, educativi, sociali, ecc.). D’altro canto rimane vero ancora oggi il dato secondo il quale nella scelta della destinazione di vacanza, l’enogastronomia sia un elemento fondamentale solo in pochi casi. Se “la vacanza enogastronomica” rappresenta tuttora una nicchia, “l’enogastronomia in vacanza” è per molti una realtà: tanti sono infatti coloro che si muovono per altre motivazioni (cultura, arte, benessere, ecc.) ma quando sono in vacanza pongono una particolare attenzione agli elementi legati all’enogastronomia.
 
Ragionando un attimo sul Paese… L’Italia viene tacciata di essere indietro su più fronti: per alcuni il nodo che ci penalizza è infrastrutturale, per altri tecnologico, per alcuni di mentalità e per qualcuno nella capacità di raccontarci. Voi quale priorità consigliereste a chi ha il potere di intervenire?
Siamo pienamente d’accordo sui punti da voi individuati. L’Italia deve cambiare, modernizzarsi, negli ultimi anni invece di andare avanti abbiamo regredito. Dobbiamo prendere esempio dai paesi che hanno avuto successo, trasferendo il know-how nella nostra realtà. L’Italia è un paese ricco in termini di competitività mondiale, se pensiamo a tutte le opere d’arte che sono presenti nelle nostre città (Firenze, Roma, Napoli, etc.) dovremmo imparare a sfruttare maggiormente e consolidare queste potenzialità.
E’ assolutamente vero che scontiamo l’arretratezza infrastrutturale come quella tecnologica ma soprattutto non abbiamo ancora capito che il turismo ed il turista sono cambiati e se vogliamo ottenere risultati dobbiamo cambiare anche noi. A seguito di quanto premesso, noi ci auguriamo che voi insieme ai vostri lettori ci verrete a fare visita con la consapevolezza di condividere esperienze ed emozioni nel Cuore Verde d’Italia!!!
 
Segui gli #itdays dell’Umbria: sfumature e singole narrazioni per una nuova collezione del paesaggio italiano.
Ritorna Turista con #touritbetter!

(Fonte: babelemagazine.com
Prima parte dell'intervista
Seconda parte dell'intervista)

 

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