Le vie del gusto tra Abbazie ed Eremi

Tre proposte da 2, 3 o 5 notti

Proposta nr. 1:
3 notti – MONTECORONA, GUBBIO, MONTE CUCCO, ASSISI E SPELLO

1° giorno: Montecorona - Camporeggiano e Gubbio

Iniziamo questo nostro viaggio di ricerca interiore dall'Eremo di Monte Corona. Luogo di contemplazione e preghiera, isolato tra abeti e castagneti in cima al Monte Acuto, domina tutta la zona attorno a Umbertide. La costruzione risale al 1530 e diede il nome alla Congregazione degli Eremi Camaldolesi di Monte Corona. Dopo essere stato restaurato nel 1990, oggi ospita un monastero dove viene applicata la regola della clausura. Il complesso si compone di vari edifici per la vita comune, una chiesa consacrata nel 1755, 18 celle solitarie, distribuite all'interno del bosco dove i camaldolesi abitavano e pregavano. Aperta a tutti è l’ala del monastero dove si trova la chiesa, in cui si celebrano liturgie aperte al pubblico e i visitatori possono pregare. L'eremo è raggiungibile oltre che da una strada sterrata, percorrendo “la Mattonata”, un sentiero attraverso i boschi lungo pochi chilometri, costruito dai monaci a secco con blocchi di pietra arenaria nel XVI secolo per collegare l'eremo all'Abbazia di San Salvatore e l'oratorio di San Savino ai piedi del monte. L''eremo accoglie persone (solo uomini), che desiderano vivere momenti di riflessione spirituale.È possibile alloggiare nella foresteria o in una delle piccole celle. Riscendendo, troviamo proprio ai piedi del monte, la Badia o Abbazia di San Salvatore di Monte Acuto. Monastero Benedettino dell'XI secolo, fondato, secondo la tradizione, da San Romualdo, fondatore dell'Ordine dei Monaci Camaldolesi, intorno al 1008. Il complesso architettonico è costituito da una serie di edifici tra cui una imponente torre campanaria e dalla chiesa. L’abbazia, dopo l’ultimo intervento di recupero del 1960 che ne ha ripristinato l’originario assetto romanico, si presenta in buone condizioni, in modo particolare la suggestiva cripta. Oggi solo la chiesa appartiene ai religiosi, il resto della struttura è un ristorante e i boschi e terreni, circa duemila ettari, sono di proprietà di un’agenzia di assicurazioni.

Pranzo a base di prodotti tipici in agriturismo o se possibile all'abbazia stessa.
Si riparte alla volta di Gubbio con sosta a Camporeggiano per visitare l'Abbazia di San Bartolomeo. Fu eretta nel 1057 da San Pier Damiani, priore di Fonte Avellana, su strutture preesistenti. La cripta ha colonne romane di spoglio con interessanti capitelli caliciformi che dividono l'angusto spazio rettangolare in tre navate con altrettanti absidi.
Arriviamo a Gubbio, la più bella città medievale. Il cuore della città è Piazza della Signoria con tutti i suoi meravigliosi palazzi: il Palazzo dei Consoli, il Palazzo del Pretorio, il Palazzo del Bargello, del Capitano del Popolo e il Palazzo Ducale esempio di architettura rinascimentale. Il Duomo, costruito per volontà di Sant'Ubaldo vescovo patrono della città. Sul Monte Ingino si trova la Basilica di Sant'Ubaldo, punto di arrivo della corsa dei ceri. La Fontana del Bargello detta anche Fontana dei Matti è stata costruita nel 1500 e rifatta nel 1862, è meta turistica perché secondo una vecchia tradizione chi compie tre giri correndo intorno ad essa e di seguito viene battezzato con l'acqua al suo interno da una persona del luogo acquisisce la "patente da matto" e la cittadinanza onoraria di Gubbio.

 


Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

2 giorno: Gli Eremi di Monte Cucco e il Monastero di Fonte Avellana

Dopo la prima colazione in hotel ci spostiamo sul versante est del Monte Foce, di fronte al Monte Ingino, dove troviamo uno degli edifici più suggestivi del territorio, l'Eremo di Sant’Ambrogio. Il monastero è su pareti rocciose quasi perpendicolari alla strada che si snoda attraverso la stretta Gola del Bottaccione, si distribuisce su tre piani. Da qui si gode di una vista mozzafiato sulla città di Gubbio e il suo acquedotto, inoltre questa è una zona archeologica particolarmente interessante,vicino ad una cittadella preistorica con testimonianze di vita paleolitica.
Proseguiamo ora verso il Parco del Monte Cucco. Tutta la montagna tra Scheggia e Pascelupo fu occupata da eremi, cenobi e abbazie, che ebbero larga diffusione sopratutto nell'XI e XII secolo. Lo stesso paese di Scheggia venne trasformato in una grande Abbazia Benedettina dipendente da Fonte Avellana.
L'Eremo di San Girolamo sorge in una posizione estremamente solitaria, ma di grande fascino ambientale e dall’intensa misticità. Non è visitabile se non dietro preventivo contatto con l’ordine dei monaci eremiti Camaldolesi che lo occupano. Al suo interno si trovavano una farmacia e un “Hortus simplicium” dove venivano coltivati le piante officinali. Insediamento atipico in quanto la posizione non ha consentito la costruzione di celle solitarie separate, come negli altri Eremi. Ricostruito, è stato riaperto nel 1992.
L'Abbazia di Sant’Emiliano in Congiuntoli è un antica Abbazia benedettina situata lungo la strada che da Scheggia conduce a Sassoferrato. E’ dedicata ai Santi Emiliano e Bartolomeo e la sua costruzione risale presumibilmente al X secolo. Costruzione in pietra bianca con due navate asimmetriche divise da colonne esagonali, con finestre ogivali, presenta tracce di affreschi con angeli e santi tra i quali spicca un gigantesco San Cristoforo. Con la donazione, in tempi recenti, della struttura ormai abbandonata allo Stato, è stato possibile effettuare un restauro che ha ottenuto ottimi risultati.
Anche l'antica Abbazia di S. Maria di Sitria sorge in posizione molto isolata in una valle posta tra il fosso Artino e le pendici del monte Catria, lungo il percorso che unisce Scheggia ad Isola Fossara. L’Abbazia fu edificata, agli inizi del XI secolo, da S. Romualdo, abate e fondatore dell’Ordine Camaldolese. L'interessante chiesa romanica è a navata unica con volta a botte, presbiterio rialzato e sottostante cripta, sorretta al centro da una colonna romana con capitello corinzio. Recentemente ristrutturata, è sotto la custodia dei Monaci di Fonte Avellana.
Appena fuori i confini del parco, in territorio marchigiano, incastonato tra i rilievi montuosi, sorge il Monastero di Fonte Avellana. Questo monastero rappresenta da oltre un millennio un luogo di accoglienza per pellegrini e visitatori, centro monastico tra i più importanti del medioevo. Il nucleo più antico, del X secolo, si sviluppa a partire dalla cripta, sopra la quale nel XII secolo fu sviluppata la basilica, in stile romanico, che vediamo tutt’oggi. E'possibile visitare lo scriptorium, dove venivano copiati e miniati libri e codici. Da visitare anche la vecchia farmacia, dove è possibile acquistare medicamenti e rimedi preparati dai frati.
Rientro a Gubbio, cena e pernottamento

3 giorno: Valfabbrica - Assisi - Spello

Prima colazione in hotel. Non lasciamo Gubbio senza aver visitato la piccola Chiesa della Vittorina. La tradizione vuole che qui il Santo di Assisi ammansisce con il segno della croce il lupo feroce che atterriva gli abitanti del contado intorno al 1222. L’episodio miracoloso narrato nei Fioretti è uno dei più conosciuti al mondo.
Un tragitto di circa mezz'ora e siamo a Valfabbrica e all'Abbazia di Santa Maria Assunta. L’abbazia si trova si trova lungo il tracciato del Sentiero della pace, l’antico itinerario seguito da San Francesco, ed ospitò il santo quando nel 1207 , dopo aver abbandonato le ricchezze del padre, lasciò Assisi per raggiungere Gubbio.
Le origini e la storia di Valfabbrica sono legate alle vicende di questa abbazia benedettina, considerata una dei più antichi cenobi dell'Umbria. Proprio ai monaci è dovuta la bonifica del territorio paludoso attraversato dal fiume Chiascio e il conseguente sviluppo della zona.
Oggi resta solo la Chiesa di Santa Maria Assunta, che è stata completamente restaurata.
Pranzo in Cantina ad Assisi con degustazione di piatti tipici, abbinati ai vini della DOC Assisi.

Nel pomeriggio visita della città.

 

Simbolo della pace e “Patrimonio mondiale dell'Umanità” Unesco, Assisi vi incanterà con le sue chiese e le stradine in salita. La Basilica di San Francesco, del XIII secolo, sovrapposizione di due chiese: la Chiesa Inferiore e la Chiesa Superiore; la duplice fila di altissimi archi del Sacro Convento; gli affreschi di Giotto e la tomba di San Francesco: una cripta ricavata scavando attorno al masso calcareo, dove si trova il sarcofago del santo. Ci sposteremo poi in piazza del comune con il Tempio di Minerva. A breve distanza la Chiesa Nuova, realizzata nel 600 e l'Oratorio di San Francesco Piccolino dove secondo la leggenda nacque il santo. La Basilica di Santa Chiara, che custodisce la tomba della santa e il crocefisso ligneo attraverso il qual Dio parlò a S. Francesco. Infine San Rufino, esternamente esempio di architettura romanica del XII secolo e in stile barocco al suo interno.

Arrivo a Spello e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

4 giorno: Monte Subasio, la Via degli Eremi

Prima colazione in Hotel.
Il percorso di oggi ci porta attraverso il Parco del Monte Subasio, passando per la cima della montagna, da Spello si arriva ad Assisi.
Prima tappa l'Abbazia di Santa Maria di Vallegloria. ll monastero sorge sul versante meridionale del Monte Subasio, a due chilometri da Spello lungo la strada che porta a Collepino. La tradizione fa risalire la sua fondazione intorno al 560 d.C. da parte di alcuni seguaci di San Benedetto da Norcia.
Al monastero è legata la leggenda relativa alla sorgente, posta di fronte al monastero, secondo la quale un angelo comparve alla Beata Pacifica per indicarle il punto dove avrebbe trovato l’acqua tanto invocata con le sue preghiere.
Arriviamo a Collepino, grazioso paesino, cinto dalle mura del castello alle porte del Parco, ristrutturato mantenendo intatte le caratteristiche medievali, con le case in pietra rosa e le stradine lastricate. La sua storia è legata alle vicende delle Signorie perugine e dello Stato Pontificio.
Salendo ancora verso la cima del Monte Subasio, a soli 2 km dal paese, si trova l'Abbazia di San Silvestro. Fondata secondo la tradizione da San Romualdo, fu costruita con i materiali di risulta (colonne, capitelli, lastre di marmo, sarcofagi ecc..) di un tempio romano che sorgeva nei pressi e che era dedicato al Dio dei boschi e delle selve: il Dio Silvano. Inizialmente un eremo, divenne abbazia Camaldolese nel 1150.
Sulla via di accesso c’è ancora la fontana nota per il suo potere di far tornare il latte alla puerpere: fino a qualche anno fa la fontana e i cancelli della chiesa erano ricoperti di cuffiette, camicine di neonati offerte dalle mamme. Oltre a ciò, si usava andare nella cripta della chiesa e toccare le colonne per guarire da malattie delle ossa. Dal 1972 qui vive la comunità delle Piccole Sorelle di Maria. Il loro eremo, detto della Trasfigurazione è una struttura moderna, armoniosamente inserita nel contesto circostante, accanto alla vecchia abbazia e alla torre antica. È aperto a chiunque (donna) voglia condividere un'esperienza di vita comunitaria e contemplativa. Proseguendo si giunge alla Chiesa (Oratorio) della Madonna della Spella, a 980 m s.l.m. Si trova in prossimità di una curva, dove è possibile lasciare l’auto e raggiungere a piedi il piccolo santuario, uno dei numerosi oratori costruiti dai benedettini sulle pendici del monte tra l’XI e il XIII secolo. La statua lignea scolpita e donata dal priore della Collegiata, Taddeo Donnola, nel 1648, era ritenuta assai miracolosa se invocata per le piogge, il bel tempo, l’abbondanza delle messi.
Meta finale l'Eremo delle Carceri, addossato alla roccia del monte, si è sviluppato nel corso dei secoli attorno al luogo dove San Francesco e i suoi seguaci si ritiravano in preghiera: la chiesetta di Santa Maria, circondata da grotte carsiche, tuguri simili a carceri, da cui l'eremo ha preso il nome. Nel XIV secolo il carattere eremitico si trasformò in forma cenobitica con la costruzione del convento. La parte più suggestiva è sicuramente la Grotta di San Francesco, con il letto di pietra su chi dormiva il santo.

Rientro a Spello, pranzo-degustazione in cantina e visita della città.

Avventuratevi tra i vicoli e le stradine medievali che si snodano attorno ai monumenti e alle importanti testimonianze della storia e dell'arte. Dal Borgo al belvedere di Porta dell'Arce, si attraversano secoli di storia, dagli umbri ai romani, dal medioevo al rinascimento. La Porta di Venere e le Torri di Properzio , il Duomo di Santa Maria Maggiore, con la Cappella Baglioni e i preziosi affreschi del Pinturicchio e del Perugino, l’attiguo Palazzo dei Canonici, oggi sede della Pinacoteca Civica di Spello. La Chiesa di Sant'Andrea, dove il seguace di San Francesco, Beato Andrea Caccioli, istituì una delle prime comunità dei Frati minori.

Fine dei servizi.

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Proposta nr. 2:
5 notti – SPELLO, ASSISI, TODI, ORVIETO, GUARDEA E ALVIANO

1 giorno: Spello

 

Mattina arrivo, sistemazione in hotel e visita della città di Spello.
Costruita sui contrafforti del monte Subasio, l'antica Hispellum dei Romani si offre al visitatore come luogo di soggiorno ideale e comoda base di partenza da cui visitare l'Umbria.
Avventuratevi tra i vicoli e le stradine medievali che si snodano attorno ai monumenti e alle importanti testimonianze della storia e dell'arte. Dal Borgo al belvedere di Porta dell'Arce, si attraversano secoli di storia, dagli Umbri ai romani, dal medioevo al rinascimento. La Porta di Venere e le Torri di Properzio , il Duomo di Santa Maria Maggiore, con la Cappella Baglioni e i preziosi affreschi del Pinturicchio e del Perugino, l’attiguo Palazzo dei Canonici, oggi sede della Pinacoteca Civica di Spello. La Chiesa di Sant'Andrea, dove il seguace di San Francesco, Beato Andrea Caccioli, istituì una delle prime comunità dei Frati minori.
Suggeriamo anche una visita all'Abbazia di San Girolamo, all'ingresso del cimitero civico di Spello, complesso formato da chiesa e monastero, risale al 1472, rappresenta uno dei più interessanti documenti del rinascimento spellano per l’eleganza del chiostro e del loggiato e per le opere pittoriche che conserva.

Pranzo in cantina e primo incontro con i sapori dell'Umbria, degustando i vini della DOC di Assisi.

Dedicate il pomeriggio alla scoperta di uno dei “Borghi più belli d'Italia” nelle immediate vicinanze, come ad esempio Bevagna.

Cena e pernottamento in hotel.

2 giorno: Monte Subasio (Assisi), la via degli Eremi

Prima colazione in hotel.
Il percorso di oggi ci porta da Spello ad Assisi attraverso il Parco del Monte Subasio, passando per la cima della montagna.
Prima tappa l'Abbazia di Santa Maria di Vallegloria. ll monastero sorge sul versante meridionale del Monte Subasio, a due chilometri da Spello lungo la strada che porta a Collepino. La tradizione fa risalire la sua fondazione intorno al 560 d.C. da parte di alcuni seguaci di San Benedetto da Norcia.
Al monastero è legata la leggenda relativa alla sorgente, posta di fronte al monastero, secondo la quale un angelo comparve alla Beata Pacifica per indicarle il punto dove avrebbe trovato l’acqua tanto invocata con le sue preghiere.
Arriviamo a Collepino, grazioso paesino, cinto dalle mura del castello alle porte del Parco, ristrutturato mantenendo intatte le caratteristiche medievali, con le case in pietra rosa e le stradine lastricate. La sua storia è legata alle vicende delle Signorie perugine e dello Stato Pontificio.
Salendo ancora verso la cima del Monte Subasio, a soli 2 km dal paese, si trova l'Abbazia di San Silvestro. Fondata secondo la tradizione da San Romualdo, fu costruita con i materiali di risulta (colonne, capitelli, lastre di marmo, sarcofagi ecc..) di un tempio romano che sorgeva nei pressi e che era dedicato al Dio dei boschi e delle selve: il Dio Silvano. Inizialmente un eremo, divenne abbazia Camaldolese nel 1150.
Sulla via di accesso c’è ancora la fontana nota per il suo potere di far tornare il latte alla puerpere: fino a qualche anno fa la fontana e i cancelli della chiesa erano ricoperti di cuffiette, camicine di neonati offerte dalle mamme. Oltre a ciò, si usava andare nella cripta della chiesa e toccare le colonne per guarire da malattie delle ossa. Dal 1972 qui vive la comunità delle Piccole Sorelle di Maria. Il loro eremo, detto della Trasfigurazione è una struttura moderna, armoniosamente inserita nel contesto circostante, accanto alla vecchia abbazia e alla torre antica. È aperto a chiunque (donna) voglia condividere un'esperienza di vita comunitaria e contemplativa. Proseguendo si giunge alla Chiesa (Oratorio) della Madonna della Spella, a 980 m s.l.m. Si trova in prossimità di una curva, dove è possibile lasciare l’auto e raggiungere a piedi il piccolo santuario, uno dei numerosi oratori costruiti dai benedettini sulle pendici del monte tra l’XI e il XIII secolo. La statua lignea scolpita e donata dal priore della Collegiata, Taddeo Donnola, nel 1648, era ritenuta assai miracolosa se invocata per le piogge, il bel tempo, l’abbondanza delle messi.
Meta finale l'Eremo delle Carceri, antico romitorio nel cuore del monte Subasio a cinque km da Assisi. Si è sviluppato attorno alla cripta di San Francesco e alla cappellina di Santa Maria, una chiesetta circondata da grotte carsiche, tuguri simili a carceri, da cui deriva il nome. Qui Francesco si ritirava in contemplazione insieme ai primi seguaci.
L'edificio addossato alla roccia del monte è stato ampliato nei secoli.

 

Pranzo in ristorante tipico ad Assisi e visita della città.

Ai piedi del Monte Subasio, Assisi, simbolo della pace e “Patrimonio mondiale dell'Umanità” Unesco, vi incanterà con le sue chiese, l'imponente Rocca e le stradine in salita. Fondata dalla tribù degli Umbri, fu poi importante centro dell'impero romano quindi cittadina medioevale, in perenne lotta con la rivale Perugia, finché assoggettate entrambe allo stato Pontificio.
Iniziamo dalla Basilica di San Francesco, costruita nel XIII secolo, grandiosa sovrapposizione di due chiese: Chiesa Inferiore e Chiesa Superiore, e la duplice fila di altissimi archi del Sacro Convento. Gli affreschi di Giotto, la tomba di San Francesco, la cripta, ricavata scavando attorno al masso calcareo, lasciato intatto, dove si trova il sarcofago del santo. Raggiungeremo poi la piazza del comune con il Tempio di Minerva. A breve distanza la Chiesa Nuova, realizzata nel 600 e l'Oratorio di San Francesco Piccolino dove secondo la leggenda nacque il santo. La Basilica di Santa Chiara, custodisce la tomba della santa e il crocefisso ligneo attraverso il qual Dio parlò a S. Francesco. Infine San Rufino esternamente esempio di architettura romanica del XII secolo e in stile barocco al suo interno.

Rientro a Spello, cena e pernottamento in hotel.

3 giorno: TODI - ACQUALORETO – CORBARA - ORVIETO

Prima colazione in hotel e partenza per Todi.
Todi, definita alcuni anni fa “la città più vivibile del mondo” è un vero gioiello umbro, un patrimonio di arte e cultura, raccolto entro le tre cinte murarie: etrusche romane e medioevali. Piazza del Popolo, cuore della città, è una delle piazze più belle d'Italia, qui si affacciano, nella tipica contrapposizione dei poteri dell'età comunale, da un lato la cattedrale e dall'altro i palazzi civili: il complesso del Palazzo Comunale, nato dall’unione del Palazzo del Popolo in cui sono ospitati il Museo lapidario, la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco Romano, il duecentesco Palazzo del Capitano e il Palazzo dei Priori. Il Duomo, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica. Poco distante, a circa 20 metri dalla piazza si trova la Chiesa di San Fortunato, dedicata al santo patrono della città che conserva nella cripta la tomba del frate poeta umanista Jacopone da Todi. Fuori le mura cittadine, spicca per le sue forme rinascimentali, il Tempio della Consolazione, del XVI secolo, attribuito al Bramante. Sormontato da una bella cupola ospita un’antica immagine della Madonna, secondo la tradizione, miracolosa. Tesori tesori sotterranei sono le Cisterne. Costruite dai Romani, sono situate proprio sotto Piazza del Popolo e venivano utilizzate per raccogliere l’acqua piovana.   

 

Pranzo in Cantina a base di prodotti tipici accompagnati dai vini della DOC Todi.

Lasciamo Todi e ci dirigiamo verso Orvieto. Ad Acqualoreto visita all'Eremo della Pasquarella che fino al 2012 era abitata da un eremita donna. La storia dell'eremo è ricca di leggende, credenze popolari, racconti di miracoli. La fondazione risale al XI secolo, dovuta a San Romualdo, grande riformatore e fondatore di numerosi eremi nati intorno all’anno 1000. La Pasquarella fa parte di un gruppo di 12 conventi camaldolesi che sorgevano lungo le sponde del Tevere; di alcuni appaiono i resti quando il lago artificiale di Corbara abbassa il livello. Fra i più importanti personaggi che hanno frequentato l’eremo merita ricordare il frate poeta Jacopone da Todi.
A Corbara visitiamo l'Eremo di Sant’Angelo in Pantanelli. Sant'Angelo in Pantanelli è luogo suggestivo di memorie francescane: il convento fu costruito su un terreno donato a San Francesco e alla sua fondazione, nel 1216, prese parte lo stesso frate. Nelle vicinanze è ancora visibile la grotta in cui il santo dimorò e lo scoglio sul Tevere da cui parlò ai pesci. La tradizione vuole che qui, ospite del convento, Jacopone da Todi compose varie laudi, tra cui la celebre "Stabat Mater". Nella Chiesa del convento sono sepolti i signori di Baschi che dominarono il territorio circostante per vari secoli. Sull'altare maggiore un affresco del 1400 rappresenta una crocifissione e all'interno si trova un'Annunciazione del Pastura, allievo del Pinturicchio. Breve passeggiata sulle rive del lago prima di proseguire verso l'Abbazia dei Santi Severo e Martirio, comunemente denominata “Badia”. Si tratta di un luogo di grande fascino, sia per la sua maestosità che per la bellezza delle sue architetture, nonché la raffinatezza dei pavimenti cosmateschi di straordinaria fattura. La Badia è oggi trasformata in un’elegante struttura ricettiva, si può infatti visitare liberamente nella parte che non è stata adibita a servizi, che comprende l’antica torre e diverse evidenze dell’antico complesso medievale.
A Orvieto sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

4 giorno: Orvieto - Baschi

Prima colazione in Hotel, visita della città. Orvieto, città antichissima abbarbicata alla enorme rupe di tufo rossastro. Abitata dagli Etruschi prima del VIII secolo a. C., con il nome di Velzna, i romani ne fecero la lor Urbe Vetus, fu poi luogo prediletto dai papi. Il Duomo, gioiello dell'arte gotica italiana, è senza dubbio uno dei più belli del nostro paese. Costruito per celebrare il Miracolo dell'Eucarestia avvenuto a Bolsena nel 1263, è diventato il simbolo della città. Passeggiamo per le stradine medievali, gli edifici pubblici come il Palazzo Comunale, il Palazzo del Capitano del Popolo, i Palazzi Papali, il Palazzo dei Sette che trovarono spazio vicino alle chiese più antiche, ai conventi e ai palazzi privati con le loro torri gentilizie. Una esperienza suggestiva è l'accesso ai sotterranei della rupe, un intricato labirinto di cunicoli, gallerie, cisterne, pozzi, cave e cantine: sono le viscere orvietane che conservano memoria degli abitanti che si sono succeduti sulla rupe nei secoli, dagli Etruschi a noi. Una meta d'obbligo è il Pozzo di San Patrizio.
Visita con degustazione/pranzo presso una rinomata cantina a base di prodotti tipici e dei vini della DOC di Orvieto.

 


Il pomeriggio ci rechiamo a Baschi, suggestivo borgo medievale detto "I buchi", per le dimensioni minute quasi lillipuziane delle case, dei vicoli, delle porte e delle finestre. Un vero e proprio "piccolo mondo antico", perfettamente conservato.
Molto bella la Chiesa di San Nicolò, progettata nel 1574 da Ippolito Scalza, al suo interno è conservato un prezioso trittico del 1440 di Giovanni di Paolo Senese e un bellissimo organo del 1700.
Rientro a Orvieto, cena e pernottamento.

5 giorno: Guardea - Alviano

Prima colazione in hotel .
Proseguiamo in una atmosfera tutta francescana, ci dirigiamo verso luoghi visitati dal santo durante le sue peregrinazioni per divulgare la parola divina.
Nel territorio di Guardea, incontriamo l'eremo terapeutico di S.Illuminata.
Si tratta di un eremo camaldolese posto ai piedi di una scarpata, probabilmente fondato da San Romualdo nell'XI secolo. San Francesco vi dimorò a lungo, dormiva in una grotta situata accanto al convento, sopra un grande masso di travertino. Per secoli questo masso fu venerato, le persone giungevano da ogni parte in pellegrinaggio per pregare e chiedere grazie. Divenne oggetto di venerazione anche una sorgente che sgorgava accanto alla grotta la cui acqua, limpida e fresca, è citata in documenti antichi come miracolosa. Questa sorgente esiste ancora, nascosta nel folto della vegetazione.
Ad Alviano, dopo la vista all'imponente castello ci dirigiamo alla “Cappella delle rondini”, situata nel punto più panoramico del territorio, con belvedere sulla piana della valle Teverina e sull’oasi naturalistica Alviano- Guardea. Fu eretta in ricordo di un avvenimento miracoloso riguardante la figura di San Francesco, Il racconto fatto dai biografi, narra che un giorno mentre Francesco predicava sulla piazza di Alviano, molte rondini garrivano con grande strepito e disturbavano. Il Santo le invitò a tacere e le rondini obbedirono.

Pranzo in un ristorante della zona con menù tipico umbro.

Fine lavori.

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Proposta nr. 3:
2 notti – SPELLO, ASSISI, SASSOVIVO

1 giorno: Spello - Assisi

In mattinata arrivo a Spello, sistemazione in hotel e incontro con la guida per la visita della città.
La Porta Consolare, ingresso principale già al tempo dei romani, si apre nella cerchia muraria augustea, affiancata da una torre medievale sulla cui sommità campeggia una pianta di olivo, simbolo di pace e del più tipico prodotto locale, l’olio. Porta Romana ci introduce nel Terziere Porta Chiusa, uno dei tre quartieri insieme a Mezota e Posterula, in cui è suddivisa Spello sin dal medioevo. Incassate nei vicoli stretti e fioriti si notano le case-torri, costruite con la tipica pietra calcarea rosa e bianca del Monte Subasio.
Poco oltre la catena che divide Porta Chiusa dal Terziere Mezota, sulla destra appare la chiesa principale del paese, S. Maria Maggiore, l'interno è una vera galleria d'arte, a cominciare dalla Cappella Baglioni con i famosi affreschi del Pinturicchio e del Perugino.
A via Giulia termina il Terziere Mezota e inizia la passeggiata verso la parte alta del paese attraverso il Terziere Pusterola. Percorrendo all´esterno il tratto delle Mura Augustee ritorniamo a Porta Consolare, dove era iniziato il nostro itinerario.

 

Pranzo in ristorante tipico e primo incontro con i sapori dell'Umbria.

Pomeriggio visita di Assisi. Lungo il tragitto di pochi chilometri che separa Spello da Assisi si trova il Santuario di Rivotorto, all'interno il Sacro Tugurio, la capanna dove Francesco si stabilì con i primi seguaci dal 1208 al 1210. 
Ai piedi del Monte Subasio, Assisi, simbolo della pace e “Patrimonio mondiale dell'Umanità” Unesco, vi incanterà con le sue chiese, l'imponente Rocca e le stradine in salita. Fondata dalla tribù degli Umbri, fu poi importante centro dell'impero romano e quindi cittadina medioevale, in lotta perenne con la rivale Perugia, finché assoggettate entrambe allo stato Pontificio.
Iniziamo dalla Basilica di San Francesco, costruita nel XIII secolo, grandiosa sovrapposizione di due chiese: la Chiesa Inferiore e la Chiesa Superiore, e la duplice fila di altissimi archi del Sacro Convento. Gli affreschi di Giotto, la tomba di San Francesco, la cripta, ricavata scavando attorno al masso calcareo, lasciato intatto, dove si trova il sarcofago del santo. Raggiungeremo poi la piazza del comune con il Tempio di Minerva. A breve distanza la Chiesa Nuova, realizzata nel 600 e l'Oratorio di San Francesco Piccolino dove secondo la leggenda nacque il santo. La Basilica di Santa Chiara, che custodisce la tomba della santa e il crocefisso ligneo attraverso il qual Dio parlò a S. Francesco. Infine San Rufino esternamente esempio di architettura romanica del XII secolo e in stile barocco al suo interno.

Cena e pernottamento in hotel.

2 giorno: Abbazia di Sassovivo - Foligno

Prima colazione in hotel.
Tra lecci e olivi secolari raggiungiamo l’Abbazia di Sassovivo, splendido esempio di monastero umbro, oggi abitato e gestito dalla Comunità Jesus Cristas. L’abbazia fu fondata secondo la regola benedettina, nella seconda metà del XI secolo, già alla metà del XV secolo era una delle più potenti e ricche della regione, sotto il suo controllo diretto operavano ben novantadue monasteri, quarantuno chiese e sette ospedali. L’ingresso all’abbazia conduce al chiostro, composto da circa 128 colonnine di marmo. Da qui si può vedere la facciata e la torre campanaria annessa, di recente restauro dopo il violento sisma del 1997. Tramite un raffinato scalone tipico delle residenze nobiliari, si raggiunge un vasto cortile che conduce alla chiesetta dove tuttora si celebrano funzioni sacre, e alla Cripta San Marone. Siamo nell’Alta Valle del Topino, a pochi chilometri dall’Oasi di Colfiorito e da Sellano, un vero paradiso per chi ama la quiete e i rilievi di montagna. La vista dal giardino pensile dell’Abbazia è di incredibile bellezza, soprattutto all’imbrunire.
Superata l’Abbazia di pochi centinaia di metri si incontra un piccolo edificio con due arcate frontali, l'Eremo del Beato Alano e una vecchia fonte.
Dalla fonte si snoda un sentiero tra lecci secolari, ginepri e corbezzoli che porta il nome di “Passeggiata dell’Abate“, un sentiero che si dipana in falsopiano dove oltre mille anni fa l’Abate benedettino dell’Abbazia, con i suoi confratelli, si raccoglieva in preghiera nel silenzio dei boschi.
Il percorso attraversa una lecceta, intatta nella sua origine, elemento di rara bellezza e di grande valore ecologico, costituisce un esempio delle leccete primigenie umbre. Si arriva alla Torretta di San Bernardo, piccolo edificio a forma ottagonale situato su uno sperone di roccia proprio di fronte all’abbazia al dilà del Fosso Renaro punto panoramico che apre lo sguardo per tutto il canalone fino alla valle di Foligno.

Scendiamo verso Foligno per il pranzo e una breve visita della città.

Foligno, sulla riva sinistra del fiume Topino, è una delle pochissime città in Umbria edificate in pianura.
Oggi Foligno appare una città ricca di storia e di arte con numerosi palazzi ed altrettante chiese e teatri. Il Palazzo Comunale del XIII secolo con la torre merlata del '400, Palazzo Orfini, con un bel portale del 1515, antica dimora di Emiliano Orfini, il tipografo che stampò la prima edizione in lingua italiana della Divina Commedia. Palazzo Trinci, antica dimora dell'antica famiglia Trinci. Da non perdere Palazzo Deli e Palazzo Barnabò in stile neoclassico, che, insieme alle case trecentesche caratterizzano il centro storico.

Fine dei servizi.

 

Organizzazione tecnica
Agenzia Marfil Viaggi
LR 13/2013

 

Cantine Aperte 2017

Cantine Aperte 2017

27/28 Maggio soggiorno in Umbria

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